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sabato 6 giugno 2020

"Immaginare" il post-pandemia

Il 24 maggio esce un articolo su "L'espresso" che racconta come l'arte e la scienza siano in grado di immaginare e anticipare il futuro.
Il giornalista descrive la sua esperienza alla mostra "Designs for different futures" e racconta delle varie opere d'arte che immaginano realtà future che non sembrano più così lontane e paranormali dopo la pandemia che stiamo vivendo.
Gli artisti hanno creato diverse opere sorprendenti come: elettrodomestici all'avanguardia che riescono a leggere nel pensiero, stampanti 3D che realizzano organi con fibre biologiche, esoscheletri robotici che supportano il movimento, realtà interamente connesse ad internet dove essere offline è illegale e tanti altri oggetti che fanno riflettere.
Il giornalista a seguito della sua riflessione chiude l'articolo dicendo immaginare il futuro; ma anche che l'arte è in realtà più libera della scienza nell'interpretare il passato e il presente e nel nutrire dunque il nostro desiderio di speranza nel futuro.
che tanto l'arte quanto la scienza sono in grado di

lunedì 25 maggio 2020

STEP #18 "Immaginare" un fatto di cronaca

Il 28 Maggio del 1968 esce sul settimanale Nouvel Observateur una conversazione tra Jean-Paul Sartre e Daniel Cohn-Bendit incentrata sull'immaginazione:
“Quello che è interessante nella vostra azione è che mettete l’immaginazione al potere. Avete come tutti un’immaginazione limitata, ma avete molte più idee dei vostri predecessori. Noi, invece, siamo stati fatti in modo da avere un’idea precisa di ciò che è possibile e di ciò che non lo è. Un professore dirà: ‘Cancellare gli esami? Impossibile. Li possiamo modificare ma non cancellare!’. Questo perché ha passato metà della sua vita a sostenere esami. La classe operaia ha spesso immaginato nuovi mezzi di lotta, ma sempre in funzione della situazione precisa in cui si trovava. Nel 1936 ha inventato l’occupazione delle fabbriche perché era l’unica arma che aveva per consolidare e sfruttare una vittoria elettorale. Voi avete un’immaginazione molto più ricca, e le parole sui muri della Sorbona lo dimostrano. Da voi è arrivato qualcosa che stupisce, scuote le coscienze, rinnega tutto quello che ha reso la nostra società ciò che è oggi. È quello che chiamerei l’estensione del campo del possibile. Non rinunciateci”.
Questo dialogo è articolato su una delle parole chiave di quegli anni di movimenti e rivoluzioni che scossero i cittadini e i governi su scala nazionale. A distanza di 40 anni un articolo vuole ricordare l'avvenimento e i grandi cambiamenti a cui ciò ha portato: Maggio ‘68: il vento della contestazione

Studiare l'immaginazione

L'immaginazione nonostante sia sempre stata protagonista e fondamentale nella storia dell'uomo è tutt'ora una facoltà ignota su cui si stanno conducendo diversi studi.
Ne è un esempio lo studio condotto dal Karolinska Institutet in Svezia che ha fatto ricerca sul condizionamento a cui ci sottopone la nostra immaginazione costantemente.
Da questo studio è emersa la stretta connessione vista e udito ed immaginazione: immaginare un suono modifica ciò che l'occhio vede realmente e ci porta a percepire una scena differente da quella reale, e la stessa cosa succede per l'udito con l'immaginazione di una scena.

Articolo: La nostra immaginazione può alterare ciò che vediamo e sentiamo