Questo dialogo è articolato su una delle parole chiave di quegli anni di movimenti e rivoluzioni che scossero i cittadini e i governi su scala nazionale. A distanza di 40 anni un articolo vuole ricordare l'avvenimento e i grandi cambiamenti a cui ciò ha portato: Maggio ‘68: il vento della contestazione
Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta storia. Mostra tutti i post
lunedì 25 maggio 2020
STEP #18 "Immaginare" un fatto di cronaca
Il 28 Maggio del 1968 esce sul settimanale Nouvel Observateur una conversazione tra Jean-Paul Sartre e Daniel Cohn-Bendit incentrata sull'immaginazione:
giovedì 30 aprile 2020
STEP #12 "Immaginare" tra il Medioevo e il periodo moderno
A fine 400 con la riscoperta dei testi classici e la focalizzazione sulla geometria pura e sul buon governo nasce l'idea della città ideale. Questa città è il modello immaginario di una città perfetta in cui si uniscono il buon governo delle personalità regnanti e l'esatta organizzazione geometrica della pianta della città stessa che deve essere bella esteticamente e funzionale allo stesso tempo.
Vengono fatti diversi progetti al riguardo, ma la maggior parte di essi viene costruita solo nell'immaginazione dei progettisti in quanto sarebbe stato troppo dispendioso realizzarli.
Alcuni esempi sono:
Vengono fatti diversi progetti al riguardo, ma la maggior parte di essi viene costruita solo nell'immaginazione dei progettisti in quanto sarebbe stato troppo dispendioso realizzarli.
Alcuni esempi sono:
- la città ideale immaginata dal Filarete in omaggio alla famiglia Sforza. Questo progetto prevedeva una città, situata sulle rive del Lindo per garantire il rifornimento idrico, a forma di stella racchiusa da un perimetro fortificato con l'aggiunta di torri cilindriche sulle punte collegate da una muraglia circolare più bassa; al centro della città il palazzo del governo e la cattedrale ed edifici pubblici di forma rettangolare con zone differenziate in base al ceto. Il Filarete aggiunse edifici puramente fantastici come "Il Palazzo del Vizio", tuttavia a parte per l'Ospedale Maggiore la città non fu mai costruita proprio per le sue caratteristiche utopistiche.
- la città ideale immaginata da Leonardo su incarico del Duca Ludovico Sforza che a seguito della peste del 1484 vuole un rinnovamento urbanistico di Milano. Leonardo dunque immagina una città comoda, spaziosa e ben ordinata sulle rive del Ticino. Il suo progetto era una fusione di architettura meccanica e idraulica, la città doveva articolarsi su tre diversi livelli indipendenti ma collegati da scale: nel "piano alto" nobiltà e borghesia agiata potevano passeggiare tra palazzi e strade, nel "piano basso" si concentravano i commerci, il passaggio per carri e bestie, le botteghe artigiane e il lavoro degli operai, al livello sotterraneo si trovavano le cantine e i canali navigabili. Le strade dovevano seguire un andamento a scacchiera e le piazze dovevano essere pavimentate, le case dovevano essere orientate e a distanze fissate.
venerdì 10 aprile 2020
STEP #08 "Immaginare" la tecnologia nell'antichità
All'inizio della storia l'uomo era nomade e questo non gli permetteva di fare progetti o speculazioni sul futuro e sulle sue possibili forme. Con lo stanziamento questa possibilità è diventata via via più reale e le innovazioni tecnologiche delle prime civiltà hanno dato vita al "progresso".
Questa rivoluzione tuttavia non porta le popolazioni antiche ad immaginare il progresso e il futuro così come avviene nei secoli moderni; bensì ad immaginare invenzioni ed opere straordinarie per i loro tempi proiettate in civiltà lontane geograficamente o in episodi mitologici.
Un primo esempio nel mito può essere riscontrato nel gigante Talo: era una statua vivente creata da Efesto, si racconta fosse un gigantesco automa di bronzo invulnerabile. Si dice inoltre fosse stato incaricato da Minosse di sorvegliare l'isola mettendo in fuga i nemici.
Ogni giorno faceva il giro dell'isola armato e pronto per scagliare enormi pietre e non esitava a buttarsi nel fuoco fino ad una elevatissima temperatura per poi schiantarsi sui suoi nemici stritolandoli e bruciandoli.
Questa rivoluzione tuttavia non porta le popolazioni antiche ad immaginare il progresso e il futuro così come avviene nei secoli moderni; bensì ad immaginare invenzioni ed opere straordinarie per i loro tempi proiettate in civiltà lontane geograficamente o in episodi mitologici.
Un primo esempio nel mito può essere riscontrato nel gigante Talo: era una statua vivente creata da Efesto, si racconta fosse un gigantesco automa di bronzo invulnerabile. Si dice inoltre fosse stato incaricato da Minosse di sorvegliare l'isola mettendo in fuga i nemici.
Ogni giorno faceva il giro dell'isola armato e pronto per scagliare enormi pietre e non esitava a buttarsi nel fuoco fino ad una elevatissima temperatura per poi schiantarsi sui suoi nemici stritolandoli e bruciandoli.
Il gigante era invincibile, tranne in un punto della caviglia, dove era visibile l'unica vena che conteneva il suo sangue. La leggenda vuole che l'automa sia stato ucciso dall'argonauta Peante che trafisse la sua vena con un colpo di freccia.
Ecco dunque come gli antichi Greci si sono immaginati un moderno robot.
Un secondo ed un terzo esempio, sempre riferiti alla figura di Efesto, possono essere individuati nell'Iliade e sono relativi alla creazione delle "ancelle d'oro" e dei "tripodi". Le prime sono automi dorati con l'aspetto di fanciulle, costruite dal dio affinchè lo aiutassero nei lavori pesanti e inoltre dotate della facoltà di istruzione da parte degli dei stessi, sono dunque assimilabili ai moderni robot programmabili; i secondi invece sono automi non antropomorfi dotati di ruote a disposizione degli dei, con la funzione di aiutanti.
domenica 22 marzo 2020
STEP #02 Una storia mai raccontata
Il verbo Immaginare deriva dal latino imaginari che
deriva a sua volta da imago, imaginis che
significa immagine. In latino tardo imago si è trasformato
in immago e quindi imaginari in immaginari, la
trasformazione in italiano in immaginare è dunque immediata.
Questa parola se intesa nel suo senso più comune, evoca subito una dimensione fantasiosa, irreale, migliore della realtà.
Questa parola se intesa nel suo senso più comune, evoca subito una dimensione fantasiosa, irreale, migliore della realtà.
Leopardi nella celeberrima poesia "L'infinito" scrive: "[...]io nel pensier mi fingo[...]", immagina infatti la realtà oltre la siepe.
La famosa autrice J.K.Rowling ce ne fornisce un ulteriore esempio: “Non abbiamo bisogno della magia per cambiare il mondo: abbiamo già dentro di noi tutto il potere di cui abbiamo bisogno, abbiamo il potere di immaginare le cose migliori di quelle che sono.”
Il celebre Albert Einstein al contrario afferma che “Ogni cosa che puoi immaginare la natura l’ha già creata.”
Secondo il filosofo Michael Novak invece “L'uomo è nato per creare. La vocazione umana è di immaginare, inventare, osare nuove imprese.”
Nella tradizione popolare inoltre sono presenti alcuni proverbi come: "Quando le braccia lavorano assai, l'immaginazione riposa" o "L'immaginazione e la paura sono peggiori della pestilenza".
La famosa autrice J.K.Rowling ce ne fornisce un ulteriore esempio: “Non abbiamo bisogno della magia per cambiare il mondo: abbiamo già dentro di noi tutto il potere di cui abbiamo bisogno, abbiamo il potere di immaginare le cose migliori di quelle che sono.”
Il celebre Albert Einstein al contrario afferma che “Ogni cosa che puoi immaginare la natura l’ha già creata.”
Secondo il filosofo Michael Novak invece “L'uomo è nato per creare. La vocazione umana è di immaginare, inventare, osare nuove imprese.”
Nella tradizione popolare inoltre sono presenti alcuni proverbi come: "Quando le braccia lavorano assai, l'immaginazione riposa" o "L'immaginazione e la paura sono peggiori della pestilenza".
Derivando dal latino "immaginare" non ha una storia di origine molto particolare ma non è difficile inventarne una; una storia anche molto semplice che derivi da fatti quotidiani e assolutamente comuni, come è
successo nella cultura cinese per esempio (vedi POST
#01bis).
Consideriamo dunque un viaggiatore che a seguito di un lungo viaggio sia giunto in una città grandiosa, una città di cui molto si parla per la sua bellezza; possiamo pensare che rimanendone colpito compri un disegno che la raffigura così da averne un ricordo. Possiamo inoltre supporre che una volta a casa il viaggiatore racconti la sua esperienza e mostri il disegno al suo pubblico invitandolo a chiudere gli occhi e a visualizzare il disegno nella mente, invitandolo a "immaginare la città come in presenza".
Consideriamo dunque un viaggiatore che a seguito di un lungo viaggio sia giunto in una città grandiosa, una città di cui molto si parla per la sua bellezza; possiamo pensare che rimanendone colpito compri un disegno che la raffigura così da averne un ricordo. Possiamo inoltre supporre che una volta a casa il viaggiatore racconti la sua esperienza e mostri il disegno al suo pubblico invitandolo a chiudere gli occhi e a visualizzare il disegno nella mente, invitandolo a "immaginare la città come in presenza".
Ecco
dunque che il viaggiatore, da un semplice episodio quotidiano, ha creato un nuovo termine.
Questa è solo una storia, una delle tante che si possono
inventare, ma è una storia che mette in evidenza come il linguaggio si
trasformi e si reinventi in continuazione.
Iscriviti a:
Post (Atom)